Giro d’Italia 2026, Ben O’Connor: “È il grande obiettivo dell’anno. Questa corsa si adatta sempre bene alle mie caratteristiche”

Ben O’Connor punta con decisione alla classifica del Giro d’Italia 2026. Il leader del Team Jayco AlUla si presenterà al via della Corsa Rosa per la quinta volta in carriera, con il miglior risultato ottenuto nell’ultima partecipazione del 2024, quando chiuse al quarto posto. In questa prima parte di stagione non sono arrivati acuti, ma la preparazione è stata realizzata proprio per arrivare al top della forma in vista della Grande Partenza dalla Bulgaria, con l’australiano che si presenta tra i principali contendenti per un posto sul podio finale.

“Ora mi sento pronto – commenta O’Connor ai nostri microfoni – È stata una preparazione piuttosto graduale, una crescita lenta ma costante. Ci è voluto un po’ di tempo, ma adesso sento di essere in una buona condizione e pronto a partire. È il grande obiettivo dell’anno, o almeno il primo grande obiettivo della stagione, quello su cui mi sono concentrato. E in generale adoro i Grandi Giri: vivi un milione di storie diverse durante tre settimane di corsa”.

L’ultimo Grande Giro non è andato però bene per l’australiano, costretto al ritiro alla Vuelta a España per una brutta caduta: “Alla Vuelta dell’anno scorso, quando mi sono rotto le costole e ho dovuto ritirarmi, è stato davvero un peccato. Sentivo di essere in un ottimo momento di forma. Quindi non vedo l’ora di tornare a correre un altro Grande Giro e, qui al Giro, spero di fare bene”.

Un percorso che si addice bene alle caratteristiche del capitano del Team Jayco AlUla, ma che è molto diverso da quello affrontato da lui l’ultima volta nel 2024: “Il Giro è sempre una corsa che, secondo me, si adatta abbastanza bene alle mie caratteristiche. Quest’anno ci sono parecchie tappe intermedie insidiose, il che significa che anche gli uomini di classifica dovranno correre davvero molti finali. È diverso rispetto al 2024, quando l’ho corso: allora era più chiaro quali sarebbero state le tappe decisive, quelle con arrivo in salita, e in quali giorni gli uomini di classifica avrebbero davvero dovuto lottare nel finale. Quest’anno invece penso sia un percorso interessante, con un po’ di tutto per tutti. Ci sono vere tappe piatte per velocisti, come venerdì e domenica, ma poi i primi giorni in Italia non saranno affatto semplici”.

Tra le prime tappe in Italia, potrebbe essere decisiva quella con l’arrivo in salita sul Blockhaus, primo momento potenzialmente chiave: “Sarà sicuramente una giornata dura, con un finale impegnativo e anche piuttosto tecnico. Bisogna essere pronti e ben posizionati: queste sono praticamente le due cose fondamentali. È uno di quei giorni in cui un corridore da classifica generale deve correre davvero il finale. Devi essere lì davanti, ben piazzato e pronto a reagire se la corsa esplode, evitando errori stupidi che potrebbero costarti 20 o 30 secondi”.

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